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NASCE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE ANCHE IN GUERRA

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Nelle situazioni di conflitto gli attacchi alle scuole e l’uso degli edifici scolastici per finalità belliche è molto frequente. Questi comportamenti negano lo studio a migliaia di bambini e di giovani oltre ad esporli alla possibilità di essere arruolati in guerra e al rischio di essere uccisi nei bombardamenti.

47 paesi di tutto il mondo riuniti nel cosiddetto Geneva Call ad Oslo, hanno sottoscritto congiuntamente la Dichiarazione Internazionale per le Scuole Sicure, in cui definiscono impegni concreti e condivisi per proteggere l’istruzione dagli attacchi anche in caso di guerra. Nel corso dell’ultimo mese 10 paesi si sono voluti aggiungere alla lista e la campagna internazionale che si è aperta è molto attiva e partecipata.

Aderendo alla Dichiarazione, i paesi concordano delle nuove linee guida per proteggere scuole e università dall’essere utilizzate per fini militari durante i conflitti armati e si impegnano a non farne più obiettivi di attacco.

Tra i paesi che hanno aderito alla carta figurano anche l’Afghanistan, la Nigeria, la Palestina, la Repubblica Centraficana e il Sud Sudan.

Con la Dichiarazione i paesi si impegnano anche ad avviare azioni internazionali per gli incidenti causati dagli attacchi all’istruzione, ad assistere le vittime e a sostenere programmi di cooperazione umanitaria internazionale che favoriscano la protezione e la continuazione degli studi anche durante i conflitti armati.

“Gli attacchi mirati alle scuole depredano un’intera generazione del loro potenziale, con costi altissimi in termini sociali” ha dichiarato Diya Nijhowne, direttrice della Protecting Education from Attack, la coalizione globale per proteggere l’educazione dagli attacchi.


Fonte: Geneva CallProtecting Education

– 31 giugno 2015

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