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UNITI NELLA FEDE: LE STANZE DELLA PACE

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Sono sempre di più i luoghi pubblici e le strutture private che si organizzano per offrire uno spazio all’incontro dello spirito e alla preghiera per le diverse fedi.
Ideate inizialmente negli aeroporti per accogliere le diverse etnie e religioni dei viaggiatori in transito da tutto il mondo, le stanze della pace, si stanno diffondendo in molte altre realtà come stazioni, ospedali, università, parrocchie, grandi navi, treni, nei cuori delle città e persino nelle aziende e negli uffici.
Frutto della sempre più profonda integrazione tra le culture che si sta diffondendo nella società ed ispirate agli ashram orientali, in cui le diverse spiritualità si incontrano e ed ogni fede è accolta, questi spazi sono angoli di contemplazione e di pace che interpretano il desiderio di incontro e di riconciliazione tra le religioni e gli uomini, dove condividere l’incontro con il trascendentale insieme, qualsiasi sia la religione.
L’idea di una “stanza del silenzio” fu pensata per la prima volta in un contesto internazionale dal segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjöld, che nel 1957 ne volle creare una nella Hall dell’Assemblea Generale dell’Onu. La sua idea era che si dovesse creare un luogo di spoglio, di disarmo e di riappacificazione dalle linee essenziali.
In Italia accade ormai un po’ dappertutto, stanze del silenzio e della pace sono all’ospedale Mauriziano di Torino, nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, al Santa Lucia di Roma, al presidio Borsalino di Alessandria ed in molti altri contesti in cui cristiani, ortodossi, musulmani, induisti, ebrei e anche non credenti possono sostare, meditare e pregare nella stessa stanza, contemporaneamente e senza rinunciare alle rispettive tradizioni.
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Fonte: Ufficio studi Mezzopieno

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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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