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LA FIDUCIA CI SALVERÀ

Editoriale

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“La bellezza
salverà il mondo” diceva Dostoevskij ma cosa
potrebbe succedere se non fossimo pronti ad accorgercene? Il mondo è un
complesso di bene e male, luci ed ombre, illusioni e delusioni, non si può
stabilire univocamente quale delle due metà prevalga ma si può scegliere da che
parte stare e come gestire l’opposto.

Senza un atto di
consapevolezza e di accoglienza, la negatività può prendere il sopravvento
mentre la bellezza rischia di rimanere pura estetica e di non riuscire a
produrre i suoi effetti benefici di ispirazione del bene, senza svelare la sua imprevedibile
forza creativa. Ciò che tuttavia può dare un senso a ciò che non si conosce è la
fiducia, un atteggiamento che sceglie di depore le armi della difesa e della
superbia per abbracciare la forma dell’accoglienza e dell’umiltà, quella
dell’acqua nel suo contenitore.

Ogni giorno compiamo
una serie continua di atti di fiducia inconsapevoli. Ci affidiamo all’autista
che guida il mezzo su cui viaggiamo, al cuoco che prepara il nostro pasto, al
muratore che ha costruito la nostra casa ma paura e delusioni passate ci
guidano sempre più con l’avanzare dell’età, nel ricusare la fiducia, nel timore
di esserne traditi o sopraffatti. La convivenza civile tuttavia si basa proprio sul
fidarsi e questa scelta etica è il collante sociale che permette alle società
di vivere in armonia. La fiducia ci permette di innamorarci, di lavorare, di fare
figli, di inventare e di scoprire, di condividere, di passare al semaforo col
verde sicuri che gli altri rispetteranno il rosso e di un’infinità di altre
cose che non ci potrebbero essere se ogni volta ci chiudessimo in un
atteggiamento di timore.

Quando non ci fidiamo non ci
coinvolgiamo e ci priviamo della possibilità di realizzare i frutti di una
scelta di collaborazione e di meravigliarci.

Un atteggiamento fiducioso si fonda sul
fatto che non ci sono persone buone o cattive ma individui che decidono di
comportarsi bene o male, di fidarsi oppure no. Esiste poi un potente potere sovversivo
della fiducia,
quello che ha la capacità di generare la fedeltà e la lealtà degli altri. A
partire dal momento in cui si concede la fiducia a qualcuno, si scommette su di
lui e chi riceve questo gesto oblativo viene mosso a responsabilizzarsi e a sentirsi
degno dell’offerta ricevuta; un atto che ha la forza di generare una
trasformazione che ha il potere di innescare l’imprevedibile circolo virtuoso della
fiducia. La fiducia
permette ai soggetti coinvolti in una relazione di realizzarsi reciprocamente.
Affidarsi
infatti implica sempre uno sforzo di comprensione, di adattamento e non dovrebbe
essere mai una scelta acritica o passiva ma una stima consapevole, un
atteggiamento morale che opta per la positività e la leggerezza del vivere. La fiducia è lasciar
perdere il bisogno di conoscere tutti i dettagli prima di aprire il proprio
cuore, accettare l’imprevisto e rinunciare ad esercitare il controllo sugli
altri.

La fiducia è la sola
cura conosciuta per vincere la paura e l’antidoto migliore per crescere
nell’autostima e nella capacità di costruire le relazioni; ogni volta che chiediamo fiducia dovremmo quindi essere
pronti a concederla nello stesso modo, il dubbio o la fiducia che abbiamo nel prossimo
sono strettamente connessi infatti con quelli che abbiamo per noi stessi. E
quando poi arrivano le delusioni pensiamo che è ben più misero non fidarsi del
mondo che esserne ingannati perché in fondo vivere senza fidarsi è un po’ come
stringere la vita senza abbracciarla.


Luca Streri



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