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UNA BAMBOLA PER CURARE LA DEMENZA SENILE

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Per far fronte al progressivo disorientamento spazio-temporale delle persone affette da demenza e alla loro difficoltà di comunicazione con il mondo esterno vengono spesso utilizzati in combinazione ai farmaci interventi non farmacologici che tengano in considerazione la loro storia, i loro interessi e le loro capacità.

In una casa per anziani del Canton Ticino è stata sperimentata la doll therapy, che consiste nell’uso di bambole ideate ad hoc con un’enfasi per alcune caratteristiche sensoriali (es. peso, direzione dello sguardo, morbidezza del tessuto) apprezzabili anche da una persona gravemente compromessa dal punto di vista cognitivo.

La bambola terapeutica viene riconosciuta come un bambino vero e quindi accudita, con la sensazione di riappropriarsi di un ruolo avuto in passato e di riagganciare elementi della propria storia di vita. Da questo momento di relazione con la bambola, che può durare anche un’ora, scaturiscono emozioni positive come la gioia, la tenerezza, la sorpresa con benefici su tutte le sfere di vita della persona: innanzitutto la diminuzione dei disturbi del comportamento – agitazione, ansia, aggressività – con cui molte persone affette da demenza esprimono il loro disagio psico-fisico e che contribuiscono al loro malessere e indirettamente di quello di chi si prende cura di loro. La Terapia della Bambola viene utilizzata anche come intervento di prima scelta in alcune situazioni molto frequenti come l’irrequietezza durante le cure di base, l’insonnia notturna, l’affaccendamento, il vagabondaggio e l’apatia.


Fonte: Lavoro Sociale – 17 gennaio 2017

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