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BRUNO MASTROIANNI

per la campagna per la Parità di Informazione Positiva #mezzopieno

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Giornalista, filosofo, scrittore e docente di Comunicazione Politica e Globalizzazione presso Uninettuno, consulente per i social media di Rai1 e di Rai3. Ha pubblicato tra gli altri “La disputa felice” ( Cesati 2017) che tratta il tema del dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico e “Tienilo acceso” (Longanesi 2018) su come commentare e condividere senza spegnere il cervello.


 

Qual è per lei il ruolo dell’informazione sul benessere della società?

L’informazione ci permette di vedere la parte di mondo che non possiamo raggiungere con l’esperienza diretta: da come viene raccontata dipende ciò che vedremo oltre la nostra limitata visuale. È qualcosa che incide poi sulle nostre scelte: se quella visuale è chiusa, ridotta o manipolata, faremo scelte meno libere.

 

Cos’è per lei una buona notizia?

Una notizia raccontata con onestà. Buona per me non deve significare edulcorata o “infiocchettata” (quella può essere una manipolazione), al contrario: la bontà deve emergere dal fatto che fa vedere meglio le cose, le fa sentire vicine e coinvolgenti, spinge all’azione e alla partecipazione per il bene di tutti (e non solo di qualcuno). Può essere una buona notizia anche il racconto di un fatto doloroso che però ci aiuta a fare la nostra parte.

 

Può il giornalismo rappresentare uno strumento per aumentare la fiducia e ridurre la conflittualità?

Può esserlo se accetta di vivere la conflittualità (che è inevitabile) come un’occasione per costruire relazioni invece che distruggerle. Siamo in un’epoca che fa fatica ad avere a che fare con le differenze (di visione, di linguaggio, di principi), per questo vediamo tante contrapposizioni: non sono conflitti sani, sono tribù in cui i simili si uniscono contro chi ha visioni opposte. Abbiamo bisogno invece di contraddizione: riuscire a entrare ognuno nelle differenze dell’altro per metterle in discussione a vicenda. Solo nel confronto tra differenze si possono costruire relazioni davvero di fiducia.

 

Qual è il suo contributo per una buona informazione?

Cerco di svolgere al meglio il mio lavoro di social media manager prendendo sul serio qualsiasi dissenso emerga online, anche quando espresso in modo scomposto o inopportuno. C’è sempre un argomento valido nella differenza di visione dell’altro; da quello si deve partire e dare risposte se si vuole costruire una vera relazione di comunicazione.

 

Cosa vuol dire per lei vedere il bicchiere mezzopieno?

Ricordarmi che ha le sue ragioni anche chi lo vede mezzo vuoto, magari perché è in difficoltà, è frustrato, è spaventato o semplicemente ha un interesse a vederlo in quel modo. Se so prendere sul serio quelle ragioni ho l’occasione di capire qualcosa in più su di me, su di lui e anche sul bicchiere (cioè il mondo).


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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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