La buona notizia del giorno ■

La buona notizia del giorno
Aveva 29 anni, 500 dollari in tasca e un carrello da golf trasformato in carretta quando, il 1° novembre 1998, Karl Bushby è partito da Punta Arenas, nel sud del Cile, con un obiettivo che molti avevano preso per una follia: tornare a casa, a Hull, nel nord dell’Inghilterra, a piedi. Ventotto anni dopo, l’ex paracadutista britannico, oggi 57enne, ce l’ha fatta.
Domenica 1° novembre ha attraversato l’Humber Bridge insieme al padre Keith e al fratello Adrian, tra gli applausi dei sostenitori. Qualche giorno prima era approdato a Dover dopo aver attraversato a nuoto la Manica, accolto dal regista Werner Herzog, che documenta l’impresa.
Due sole regole per completare il suo viaggio: nessun mezzo di trasporto per avanzare e nessun ritorno a casa prima di aver percorso a piedi tutto il mondo. Il bilancio è di circa 58.000 chilometri percorsi in 29 Paesi e quattro continenti, compresi lo Stretto di Bering attraversato sul ghiaccio e il Mar Caspio a nuoto.
Il viaggio, previsto in dodici anni, è durato più del doppio, tra arresti, visti negati, crisi economiche e pandemia. Ogni volta che si è dovuto fermare, Karl è ripartito dal punto esatto dell’interruzione. «Dico sempre che il 99,999% delle persone che ho incontrato rappresenta il meglio dell’umanità. In ogni Paese è stato lo stesso», ha raccontato al Guardian. Camionisti che nel deserto di Atacama gli lanciavano frutta e acqua, una coppia in Perù che lo ha curato e rimesso in piedi senza chiedere nulla in cambio.
L’avventura di una vita che, al di là dei chilometri percorsi, racconta della fiducia nelle persone.
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Articolo di: Diego Mariani
Per approfondire le fonti originali: Karl Bushby; immagine di Gemini AI
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