La buona notizia del giorno ■

La buona notizia del giorno
14.066 ordigni esplosivi rimossi in nove mesi: è il risultato raggiunto nell’area di Al-Sweihli, a Misurata, in Libia, dove tra gennaio e settembre 2026 sono stati recuperati residuati bellici su un’area di oltre 18.000 metri quadri.
Il dato è stato presentato dalla Libyan Peace Organization durante una visita sul campo della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), il cui programma dedicato all’azione contro le mine sostiene le operazioni. L’intervento è realizzato da HALO Trust, organizzazione internazionale specializzata nella rimozione di mine e ordigni inesplosi, insieme al Libyan Mine Action Centre e con il finanziamento del governo italiano.
Il lavoro non riguarda soltanto le mine: tra i residuati esplosivi anche munizioni, proiettili e altri ordigni che non sono detonati al momento dell’impatto e che possono restare attivi e pericolosi a lungo. Anche un terreno agricolo apparentemente normale può nascondere questi rischi per decenni, rendendo necessarie ricognizioni tecniche e procedure specialistiche prima di poterlo utilizzare in sicurezza.
I residuati esplosivi recuperati si trovano in un territorio segnato da anni di conflitti, dalla guerra civile e dall’attività di numerosi gruppi armati. La missione ONU riferisce che, dall’inizio del 2025, sono state registrate 44 vittime di ordigni esplosivi, tra cui 18 bambini.
Il programma comprende anche attività di sensibilizzazione: sapere riconoscere un oggetto sospetto e non avvicinarsi né toccarlo può evitare incidenti. La bonifica di Al-Sweihli prosegue, mentre il lavoro congiunto tra organizzazioni locali e internazionali punta a ridurre i pericoli per le comunità.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: United Nations Support Mission in Libya ; immagine di Gemini AI
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