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DALL’AFRICA NASCE IL SOCIAL WASH: PULIRE PER VIVERE

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Yoza in luganda, la lingua più parlata in Uganda, significa
“lavare”. Un nome semplice e diretto per questa app ideata da due
giovani ugandesi, Solomon Kitumba e Nicholas Kamanzi. Proprio come il servizio
che offre: mettere in contatto quanti non hanno tempo o voglia di fare il
bucato con le lavandaie nei paraggi.

Tra queste c’è Naiga, una mamma single che
grazie a questo lavoro può contare su un’entrata in più per mantenersi e
prendersi cura del suo bimbo. Come lei, altre 150 donne di Kampala sono entrate
a far parte della rete di Yoza e hanno visto raddoppiare il loro reddito: “Chi
guadagnava 6 dollari ogni weekend", raccontano gli ideatori, “ora ne
guadagna 28, anche 40. E chi prova il servizio una volta, ci richiama anche una
seconda, una terza volta”.

L’80 per cento del costo del servizio va alle lavandaie, il
20 a Yoza. E c’è il pacchetto studenti, quello standard, quello adatto alle
famiglie e quello ai single, con inclusa la pulizia della casa e la stiratura
dei capi. Usare Yoza è facile: una volta scaricata la app, si viene
geolocalizzati e si ricevono i numeri di telefono delle lavandaie disponibili
in zona. Norma Atamba, utente di Yoza, commenta: “É un tale sollievo non
dover avere a che fare con un carico enorme di biancheria al termine di una
settimana frenetica”.

Questa
“app per fare il bucato”, che ha vinto l’MTN Innovation Challenge, è
un incentivo all’occupazione femminile e un modello da esportare: Nairobi e
Kigali le prossime destinazioni entro il 2018.


Fonte: Yoza

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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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