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VISITARE VENEZIA CON UNA GUIDA CIECA CHE SEGUE I PROFUMI

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Una delle città più belle del mondo ogni anno

accoglie circa 25 milioni di turisti, che spesso la visitano frettolosamente.

Il comune di Venezia ha progettato un nuovo modo di vivere la città, con l’obiettivo di valorizzare gli aspetti più intimi e le sensazioni che la città regala, a partire dai profumi e dai suoni. Il progetto “La Venezia che non si vede” nasce come evento collaterale alla Biennale d’arte per scoprire la città lagunare senza vederla. Le guide al buio interpretano la città in collaborazione con le persone non vedenti e utilizzando i sensi, condividendo le esperienze, mostrando gli aspetti urbani meno evidenti. Questo processo crea una mappatura nuova del territorio pubblico che lo rende fruibile da tutti.

“Quando mi vengono a trovare amici non vedenti”, dice Anna, una guida cieca che accompagna i turisti tra le calli, “corro a comprare un sacchetto di guanti di plastica usa e getta. Li invito a indossarli e a toccare la città, i muri, i ponti e dico loro: ‘Venezia è unica, tutto qui è stato costruito a mano, niente macchine’. Perlustriamo la città anche lasciandoci accompagnare dai venti e dalle imposte che sbattono”.

La città ha messo a punto anche un’app per cellulare che permette ai visitatori di pubblicare istantaneamente registrazioni audio geolocalizzate. Vedenti e non, mentre girano la città postano e ricevono descrizioni audio, storie, ostacoli o narrazioni geolocalizzate previamente inserite e condividono le loro scoperte tramite post vocali sul proprio smartphone.


Fonte: Blind Wiki; La Nuova Venezia – 18 dicembre 2017

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