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LAURA MELIS

Rete nazionale degli assessori alla gentilezza

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Assessore alla Gentilezza di Villa San Pietro (CA)

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Come costruisce la gentilezza nella sua comunità locale?

La gentilezza è grande dono che ognuno di noi deve prendersi la responsabilità di regalarsi. Non nasce come scambio, questo è il risultato ma non il fine. Creare spunti di riflessione, circostanze che diano occasione del benessere interiore che comporta una umile forma di gentilezza anche di fronte a prove “meno gentili”, anche senza ricambio, può aiutare a far crescere i germogli di gentilezza che tutti abbiamo nel cuore, con radici che crescono, diventando uno stile di vita. E ancora sponsorizzare campagne a favore di qualcosa e mai campagne contro. “Non prenderò mai parte ad una manifestazione contro la guerra, ma se ne organizzate una a favore della pace, invitatemi. Invece di essere contro la guerra, siate a favore della pace.” Madre Teresa di Calcutta

 

Da piccola chi è stato il suo esempio di gentilezza?

I miei esempi di gentilezza profonda sono mia madre ed è stata mia zia Gianna… maestre di gentilezza senza aspettativa

 

Una parola gentile che usa sovente con i suoi concittadini?

Una risposta che uso spesso di cuore è “è un piacere”

 

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

L’educazione dei bambini è sicuramente importante ma la gentilezza è qualcosa di più profondo. Mostrare al bambino cosa c’è dietro a un atteggiamento non gentile dovuto sempre a una sofferenza, una mancanza, ci aiuta a guardare l’altro con tenerezza, e ci aiuta a non perdere quella gentilezza che, se superficiale, di sola educazione e non di cuore, diventa solo un ripagare reciproco, un saldo di conti, dipendente dal comportamento dell’ altro, senza una crescita né arricchimento per nessuno. Conservare la gentilezza pura di fronte all’ingentilezza.

 

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggerebbe con la gentilezza?

Per questa domanda mi viene in mente un meraviglioso aneddoto: un uomo nota un serpente che sta morendo bruciato e decide di toglierlo dal fuoco. Appena lo fa il serpente lo morde. Per la reazione del dolore, l’uomo lo libera e l’animale cade di nuovo nel fuoco. L’uomo cerca di tirarlo fuori di nuovo e di nuovo il serpente lo morde. Qualcuno che stava osservando si avvicinò all’uomo e disse:  Mi scusi, ma lei è testardo! Non capisce che tutte le volte che prova a tirarlo fuori dal fuoco va a finire così? – l’ uomo rispose: la natura del serpente è mordere, e questo non cambierà la mia, che è aiutare. Quindi, con l’aiuto di un pezzo di ferro, l’uomo tira fuori il serpente dal fuoco salvandogli la vita.

 

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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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