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Nel 2025 il mondo della conservazione ha celebrato uno dei risultati più significativi degli ultimi decenni: le tartarughe marine verdi (Chelonia mydas) sono ufficialmente uscite dall’elenco degli animali in via di estinzione.
La specie è stata riclassificata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) da “in pericolo” a “minore preoccupazione” dopo oltre 40 anni trascorsi nella lista rossa delle specie minacciate. Il risultato di un lungo percorso di protezione rappresenta un salto di due livelli nella scala del rischio, cosa rarissima per una specie così grande e longeva. Per decenni, biologi marini, comunità costiere e organizzazioni internazionali hanno lavorato insieme per salvaguardare le spiagge di nidificazione, ridurre il bracconaggio e limitare le catture accidentali nelle reti da pesca. L’introduzione dei dispositivi TED (Turtle Excluder Devices), la creazione di aree marine protette e la nascita di centri di recupero hanno permesso a migliaia di tartarughe ferite di tornare in mare. Il miglioramento è stato così forte da portar la specie nella categoria di rischio più bassa della scala IUCN; questo significa che le popolazioni sono oggi stabili o in aumento e che le principali minacce sono sotto controllo.
Le rilevazioni mostrano un aumento del 28% della popolazione globale di tartarughe verdi dagli anni ’70, con picchi di +500% di nidi alle Hawaii e colonie passate da poche decine a migliaia in Messico. Uno dei recuperi più rilevanti mai registrati per una grande specie marina che raggiunge maturità sessuale a 25–35 anni e che depone uova ogni 2–4 anni.
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Articolo di: Redazione
Per approfondire le fonti originali: IUCN Red List; Oceanic Society; WWF
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