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BEIRUT LIBERATA DAI RIFIUTI DAI RIFUGIATI SIRIANI

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Il Libano ospita più di un milione di profughi siriani, l’equivalente di un quarto della popolazione totale, più rifugiati pro capite di qualsiasi altra nazione al mondo. Il Paese versa in condizioni estremamente difficili a causa della sostanziale assenza delle istituzioni e della mancanza quasi totale di servizi pubblici di base: dall’assenza di assistenza medica e sanitaria all’inaffidabilità nell’erogazione di energia elettrica, fino alla mancanza di un sistema di raccolta dei rifiuti. Gli abitanti delle città libanesi gettano la pattumiera nelle strade e quando diventa troppa le danno fuoco.

Due amici esausti della condizione in cui versa la loro città, Beirut, hanno cominciato a raccogliere la spazzatura dalle strade e con l’aiuto dei profughi siriani hanno organizzato un servizio per ripulire le strade, giorno dopo giorno. Per pagarsi le spese, Sam Kazak e Alexander McHugh hanno contattato alcune aziende di plastica e vetro con cui hanno stretto accordi per vendere i materiali riciclabili. Nel giro di due anni la loro idea “Recycle Beirut” ha visto l’arrivo di altre braccia desiderose di trovare un’occupazione e così l’aspetto della città

ha iniziato a cambiare.

La loro iniziativa ha il vantaggio di ripulire le strade di Beirut, riducendo le discariche

e dando un lavoro a molti profughi siriani.
“Nessuno vuole farlo questo lavoro”, dice un abitante di un quartiere di Beirut. Alcune donne siriane hanno aperto un centro di riciclaggio dove le materie sono selezionate e inviate alle aziende. Recycle Beirut oggi raggiunge circa 700 clienti, raccoglie tra le tre e le quattro tonnellate di rifiuti al giorno e dà lavoro a un numero crescente di rifugiati.


Fonte: Recycle Beirut; UNHCR – 16 settembre 2017

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