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L’ARTE SI PUÒ VEDERE SENZA OCCHI

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Opere d’arte diventano modelli parlanti per un’esperienza
totale e indipendente del prodotto artistico e non condizionata esclusivamente
dalla vista. Tooteko, impresa di tecnologia solidale, si propone di far gustare
(non a caso) l’arte anche alle persone non vedenti chiamando in causa altri
sensi, il tatto e l’udito.

Grazie a un dispositivo indossabile, un anello hi-tech,
toccando superfici tridimensionali a rilievo si ricevono informazioni audio
pertinenti e localizzate. Durante la navigazione tattile, infatti, quando il
dito raggiunge un hotspot riconoscibile grazie a un tasto con codifica braille,
l’anello identifica il tag NFC (minuscoli chip integrati in etichette su cui è
scritta un’informazione) e attiva mediante la app la traccia audio relativa.

La startup è nata nel 2012 ispirata dalla tesi
dell’architetto Serena Ruffato e dalla sua collaborazione con Fabio D’Agnano,
responsabile del Master in Architettura digitale allo IUAV di Venezia, e Gilda
Lombardi, esperta di comunicazione.

Tooteko ha attivato una partnership con il Mart e con il
Museo Archeologico Nazionale di Venezia, mentre al Museo dell’Ara Pacis di
Roma, nell’ambito del progetto Art for the Blinds, i monumenti della Roma
imperiale e le opere esposte si possono già conoscere attraverso il tatto e la
descrizione audio. L’obiettivo di Tooteko è quello di creare una rete di musei
che ospitino le riproduzioni tridimensionali e rendere accessibili i luoghi
dell’arte tradizionali con il semplice tocco delle mani e drizzando le
orecchie.


Fonte: Tooteko – 21 marzo 2017

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