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LA BICICLETTA DEGLI ABBRACCI

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Mario è il papà di Giampietro, un bambino con autismo. Per lui era diventata una bella abitudine portare suo figlio a spasso con la propria
bicicletta. Man mano che il bambino
cresceva, tuttavia, era sempre più difficile condividere la loro amata
passeggiata. Giampietro necessitava di attenzioni diverse, in bici da solo non poteva andare e un
classico tandem non poteva funzionare, dal momento che la posizione della seduta avrebbe obbligato a mettere il il bambino alle spalle del padre.

Così Mario ha pensato a una
bicicletta che prende spunto dal tandem ma disposta al contrario. Il
manubrio arriva fino al sellino posteriore, mentre dal sellino anteriore i passeggeri

possono pedalare condotti in sicurezza da dietro, senza perdere la possibilità di godere della pedalata di coppia e del paesaggio dinnanzi a loro.
L’idea innovativa è stata invertire le posizioni che nel modello progettato dalla Hugbike, oltre a consentire una pedalata comoda, favoriscono una posizione ad “abbraccio” che mette in stretta relazione il
conduttore con il passeggero.

Le prime
biciclette sono state costruite da Mario in un garage con l’aiuto di Domenico
Gavio, anche lui papà di un ragazzo autistico; l’iniziativa si è poi sviluppata e ha trovato un grande consenso non solo da parte delle persone con disabilità ma anche in famiglie
con bambini piccoli. Le biciclette oggi sono costruite in laboratori artigianali dove lavorano anche i ragazzi con handicap.


Fonte: Hug Bike – 8 marzo 2018

Volonwrite per Mezzopieno

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