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GIANNI MACHEDA

per la campagna per la Parità di Informazione Positiva #mezzopieno

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Caporedattore di ItaliaOggi, giornalista impegnato sui temi economico politici e nella diffusione di un giornalismo di servizio attento al lettore e alla notizia come veicolo di comunicazione e di buona informazione.


 

Qual è per lei il ruolo dell’informazione sul benessere della società?

Se è vero – come è vero – che compito di chi informa è essenzialmente raccontare fatti, farlo nella maniera più onesta possibile è il maggior contributo che un giornalista possa dare a chi lo legge, e quindi alla società. Attenzione: ciò non apporta benessere nel senso classico del termine, bensì consapevolezza. Che è già tutto ciò che serve. Non può infatti essere compito di un giornalista discernere tra ciò che fa bene o non fa bene al lettore, tra ciò che ne migliora o meno la condizione fisica, economica, morale. Il lavoro del giornalista viene prima: creare le condizioni di acquisizione delle informazioni necessarie affinché chiunque possa farne paletti su cui costruire la propria consapevolezza e quindi il proprio ruolo sociale.

 

Cos’è per lei una buona notizia?

Una buona notizia è quella che rispetta le regole fondamentali della costruzione dell’informazione: chi, cosa, quando, dove, perché. Per il resto dovrebbe essere neutra: se non è né buona né cattiva, ma semplicemente onesta ed esaustiva, è già così una “buona” notizia.

 

Può il giornalismo rappresentare uno strumento per aumentare la fiducia e ridurre la conflittualità?

Sì, se racconta le cose come stanno, in modo asciutto e senza travisamenti o forzature. Una società consapevole di avere apparati informativi, giornali, radio, tv, blog, in grado di darle dati oggettivi e riscontrati, ha più possibilità di mettere ai margini coloro i quali rimestano fake news instillando negatività nelle relazioni e quindi facendo esplodere la conflittualità. Ciò non vuol dire fare giornalismo rassicurante, che non è il compito di un professionista. Le inchieste, gli approfondimenti, le informazioni scomode sono il sale di un consesso civile che discute accoratamente ma tenendo presente che le carte sul tavolo sono uguali per tutti e nessuno sta bluffando.

 

Qual è il suo contributo per una buona informazione?

La testata per cui lavoro, ItaliaOggi, fa da sempre un giornalismo di servizio, libero da padroni e condizionamenti. Aiutiamo le imprese, gli enti locali e i professionisti, avvocati, commercialisti, consulenti, notai etc. etc., a lavorare meglio, scrivendo di leggi, regolamenti e sentenze e cercando di diffondere in anticipo
quanto è “nella mente” del governo, perché per un professionista, un manager, un sindaco ogni minuto è prezioso e avere informazioni tempestive è fondamentale per operare. Diciamo che per ItaliaOggi la buona informazione sta (o tenta di stare, nessuno è perfetto) in ogni riga che pubblica, proprio perché ogni riga deve servire al lettore per lavorare meglio.

 

Cosa vuol dire per lei vedere il bicchiere mezzo pieno?

Rispondo con una citazione di Jean Cocteau che si adatta benissimo al lavoro del giornalista: “Un bicchiere mezzo vuoto può essere allo stesso tempo mezzo pieno, ma una mezza bugia non è affatto una mezza verità”. Come uomo, sono portato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Come professionista mi darebbe fastidio non capire perché non è pieno per intero.


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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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