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IL PORTOGALLO VINCE L’AIDS: RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO

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Il Portogallo è una delle prime nazioni del mondo a segnare una vittoria
significativa nella battaglia contro l’AIDS.

Secondo l’UNAIDS, l’agenzia
delle Nazioni Unite per l’AIDS, la percentuale di nuove infezioni da HIV in
Portogallo è scesa del 45% dal 2010 ad oggi. Questo risultato permette di
confermare che la nazione ha così già raggiunto i tre obiettivi stabiliti
dalle Nazioni Unite per il controllo dell’HIV / AIDS. I tre obiettivi 90/90/90
fissati dal Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV / AIDS, sono la
diagnosi del 90% delle persone con infezione da HIV, la cura per almeno il 90%
di loro e il calo della carica virale delle persone curate a livello “non
rilevabile”. Quando l’infezione ha un carico “non rilevabile”, significa
che non è trasmissibile e la persona non ha la capacità di infettare gli altri.

A metà degli anni ‘70 il Paese
fu colpito da tassi straordinariamente alti di consumo e dipendenza di droghe
aperte e ad iniezione; un adulto su otto in Portogallo era dipendente
dall’eroina. Negli anni ’80 l’epatite virale e l’HIV diventarono gravi
problemi, con decessi per AIDS che raggiunsero il picco nel 1996 con 561
casi. In risposta a questa crisi della salute pubblica, il governo ha
avviato il suo primo programma di scambio di aghi nel 1993 e nel 2001 ha
adottato l’approccio radicale di depenalizzare il possesso di piccole quantità
di tutte le sostanze, tra cui eroina, metanfetamine e cocaina.

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Fonte: Portugal News –
14 luglio 2019

 

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