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LA PRIMA STAMPANTE 3D PER ORGANI UMANI

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I ricercatori dell’Università di Berkeley, California, hanno creato un nuovo tipo di stampante 3D che ha la capacità di produrre organi umani viventi.

Le normali stampanti 3D lavorano sovrapponendo sottili strati di plastica fusa per creare oggetti solidi, così i progettisti del Cal and Lawrence Livermore Lab hanno avuto l’idea di creare oggetti 3D allo stesso modo colpendo un paziente con raggi X da molte direzioni diverse. Il processo è chiamato stampa volumetrica. Le immagini dell’oggetto da creare vengono trasmesse attraverso un videoproiettore convenzionale; la luce è focalizzata su un cilindro a rotazione lenta di resina contenente molecole di plastica con un attivatore di luce. Quando la luce si accumula nelle aree desiderate, il gel inizia a indurirsi e, in circa 30 secondi, viene creato un oggetto solido in 3 dimensioni, non a strati, ma tutto in una volta.

Questa tecnica apre un mondo di possibilità, può creare oggetti all’interno di altri o, come mostrato in un esperimento per esempio, una maniglia attorno a un cacciavite in metallo. Un altro vantaggio del processo è che solo il materiale desiderato si indurisce. I ricercatori stanno lavorando per utilizzare la stampa volumetrica per disporre le cellule umane in organi viventi, come fegato o reni e ricostruirli o ripararli. “Penso che potrebbe accadere nel prossimo decennio che potremmo effettivamente vedere un organo funzionale pronto per essere impiantato o trapiantato”, ha detto Hossein Heidari uno dei ricercatori che hanno inventato questa nuova tecnologia.


Fonte: CBS San Francisco – 31 marzo 2019

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