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LA TAC CON RADIAZIONI DIMEZZATE: L’INVENZIONE ITALIANA

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Due giovani ingegnere cliniche di Napoli hanno sviluppato un super algoritmo che permette di dimezzare l’esposizione alle radiazioni emesse dalla TAC, mantenendo invariata la qualità delle immagini.

Grazie agli studi di queste due ricercatrici, le radiazioni saranno ridotte dal 40 al 60 percento. Il protocollo che Federica Caracò e Michela D’Antò hanno messo a punto è un importante traguardo scientifico per la medicina e per la scienza medica. La loro scoperta si può applicare anche ai macchinari già esistenti e gli ha fatto guadagnare il primo premio dell’Health Technology Challenge 2019, un prestigioso riconoscimento internazionale che ogni anno premia i migliori scienziati del mondo

nel campo della medicina

.

Poiché il rischio delle radiazioni ionizzanti emesse dalla TAC è concreto per chi si sottopone ad un esame con questo macchinario, poter dimezzare l’esposizione è un risultato che rappresenta un grande vantaggio in termini di salute e di effetti collaterali, pur mantenendo un equilibrio tra riduzione delle radiazioni e qualità dell’immagine. In Italia ogni anno vengono eseguiti circa 40 milioni di esami radiologici, molti per pazienti oncologici, e ridurre al minimo l’invasività delle scansioni e i potenziali rischi che ne derivano aumenta sensibilmente la sicurezza per chi vi si sottopone.

Fonte: Associazione Italiana Ingegneri Clinici – 20 maggio 2019

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