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CROLLA L’USO DEL CARBONE NEL MONDO: PARTE L’INVERSIONE

Per la prima volta il saldo del numero di centrali a carbone nel mondo è negativo e il settore subisce un calo record nella capacità termoelettrica installata a livello globale, senza che nuovi impianti ne compensino la perdita.

A riferirlo è il Global Coal Plant Tracker di Global Energy Monitor che dal 2007 traccia le chiusure e le aperture degli impianti a carbone in tutto il mondo. Nel primo semestre del 2020 il comparto ha ridotto di 2,9 GW elettrici il totale installato nel mondo. Il calo non ha precedenti dal momento che in passato ad ogni riduzione di capacità, realizzata soprattutto in Europa e Stati Uniti, corrispondeva solitamente un aumento nei Paesi asiatici e in via di sviluppo, soprattutto Cina e Giappone.

Negli ultimi mesi il numero di centrali chiuse è stato molto più alto, soprattutto tra i Paesi dell’Unione Europee e nel Regno Unito. Il motivo è riconducibile alle nuove politiche europee di riduzione dell’impatto ambientale nella produzione di energia e al ricorso sempre più massiccio di centrali che utilizzano fonti rinnovabili, soprattutto nei settori solare ed eolico. Determinanti sono stati inoltre l’aumento del prezzo delle quote di carbonio da parte dell’UE e l’inasprimento delle normative sull’inquinamento, che hanno ridotto notevolmente la redditività delle centrali a carbone e le loro nuove aperture.

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Fonte: Global Energy Monitor; Global Coal Plant Tracker – 7 settembre 2020

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