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GABRIELLA FACONDO

per la campagna per la Parità di Informazione Positiva #mezzopieno

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Giornalista, autrice e conduttrice. Ha condotto trasmissioni sulla Rai, TV2000, Videomusic e RadioRai. Per la Bbc ha raccontato agli inglesi l’Italia nel programma Italy Inside-Out. Direttrice della comunicazione del British Council. La sua ricerca professionale è da sempre attenta ad un giornalismo costruttivo e alla valorizzazione della bellezza umana e ad una narrazione positiva.

 

Qual è per lei il ruolo dell’informazione sul benessere della società?

È un ruolo insostituibile perché il giornalismo forma l’opinione pubblica, orienta le azioni di una comunità. Perciò l’informazione è una bussola fondamentale. La pluralità dell’informazione è una delle condizioni essenziali per avere una società sana.

 

Cos’è per lei una buona notizia?

Riportare una buona notizia significa raccontare dei fatti che hanno prodotto effetti positivi. Rendere partecipe la comunità, far sapere agli altri che c’è una direzione percorribile verso il cambiamento. In questo senso la buona notizia è un vettore di speranza. La condivisione di accadimenti positivi forma il senso di comunità perché rafforza il sentire che qualcosa di buono accade continuamente intorno a noi, anche se alle volte ci sembra impossibile. Personalmente è questa la sensazione più forte che provo quando ascolto delle buone notizie.

 

Può il giornalismo rappresentare uno strumento per aumentare la fiducia e ridurre la conflittualità?

Non soltanto può ma deve. Siamo imprigionati in una narrativa pessimista dominante. Perciò è doveroso raccontare quanto di buono accade sotto il nostro sguardo, senza naturalmente mistificare la realtà. Credo che il giornalismo abbia una responsabilità importante nel rendere le persone consapevoli di quanto accade intorno a loro. Solo un pubblico consapevole può trovare la forza e le risorse per diventare protagonista del cambiamento.

 

Qual è il suo contributo per una buona informazione?

Io sono fortunata perché da sei anni conduco il programma tv “Siamo noi”, che nasce proprio con l’ottica di ricordarci che – qualunque cosa accada – noi abbiamo sempre delle carte da giocare. Anche quando nelle nostre inchieste non possiamo esimerci dal fare una denuncia, magari drammatica, lasciamo sempre intravedere che c’è una via d’uscita.
Noi giornalisti abbiamo anche una grande responsabilità nello scegliere un vocabolo piuttosto che un altro. Ci sono parole che si prestano ad essere fraintese, che dividono. E ci sono invece parole più lievi, che fanno meno rumore ma sono quelle giuste.
Il mio è anche un contributo di madre. Ai miei figli ricordo sempre la frase di Alice nel paese delle meraviglie: “è impossibile solo se pensi che lo sia”. Poi non sempre si ottiene il risultato sperato, non sempre si vince ma c’è molto che ognuno di noi può fare.

 

Cosa vuol dire per lei vedere il bicchiere mezzo pieno?

Non riesco a fare altrimenti, sono nata così! A volte mi domando persino se non sia troppo.
Anche davanti a un problema, cerco sempre di trovare il lato positivo. Penso che in parte si nasca così ma, per chi non ce l’ha dentro, un racconto positivo può fare una grande differenza. Può aiutare a cambiare prospettiva. In questo senso la speranza è contagiosa: soprattutto chi fatica di più a vedere le cose in un certo modo può essere ispirato da esempi positivi.


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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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