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LA BARACCOPOLI VINCE CONTRO L’INDUSTRIA DEL PIOMBO

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Si conclude con una vittoria per gli abitanti di Owino
Uhuru, un quartiere periferico di Mombasa, in Kenya, il processo cominciato nel 2016 contro
l’azienda indiana Metal Refinery Epz.

Il giudice Anne Omollo ha stabilito un pagamento di dieci
milioni di euro e la bonifica del suolo su cui sorge la baraccopoli con questa sentenza: “Il
pagamento verrà diviso tra alcuni organi dello Stato e le società private
coinvolte. La popolazione ha il diritto a un ambiente sano e a un’acqua pulita come
recita l’articolo 43 della Costituzione”.

Negli stabilimenti della Metal Refinery Epz, aperti nel
2007, venivano incenerite le batterie esaurite delle automobili per ricavarne
il piombo senza preoccupazione dell’impatto dei fumi tossici sulla
popolazione. Dopo il primo decesso avvenuto nel 2009, un gruppo di cittadini
guidati dall’avvocata Phyllis Omido, hanno fondato la Cjgea, un’organizzazione
no profit per combattere le ingiustizie ambientali provocate dalle aziende
nazionali e straniere sul territorio keniano.

L’attivista, ex addetta alla relazione con la comunità per
Metal Refinery Epz, ha così commentato la storica sentenza del 16 luglio: “Siamo
felicissimi: non ci siamo mai arresi e alla fine giustizia è stata fatta”. Nel
2015 Omido era stata insignita del Goldman Environmental Prize (Gep), il più
importante riconoscimento internazionale in campo ambientale.

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Fonte: The Star – 16 luglio 2020

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