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LA FRANCIA CHIUDE I SUOI IMPIANTI NUCLEARI

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La più vecchia centrale nucleare francese è stata spenta, ponendo fine a quattro decenni di produzione e segnando l’avvio di una svolta epocale per quello che è il Paese con la più alta percentuale di produzione nucleare al mondo.

L’ultimo reattore dello stabilimento di Fessenheim nella Francia orientale, acceso nel 1977, è stato spento e l’impianto è stato chiuso. La sua chiusura fu promessa dal presidente Francois Hollande che tuttavia non realizzò il suo impegno, portato a termine dal governo attualmente in carica. Dopo la sua disconnessione dalla rete elettrica, i prossimi mesi permetteranno ai reattori di raffreddarsi per consentire la rimozione di tutto il combustibile esaurito. Il processo dovrebbe essere completato entro il 2023.

Gli oltre 1000 lavoratori dello stabilimento saranno trasferiti in altri siti della società EDF. Dopo Fessenheim, la Francia ha ancora 56 reattori ad acqua pressurizzata in 18 centrali nucleari che generano circa il 70 percento della sua elettricità. A gennaio, il governo ha dichiarato la scelta di chiudere altri 12 reattori entro il 2035 e di ridurre il peso dell’energia nucleare, scendendo al 50 percento del mix energetico del Paese, a favore delle fonti rinnovabili.

I piani futuri per Fessenheim includono la trasformazione in un sito per il riciclaggio di metalli radioattivi di basso livello e un impianto di biocarburanti.

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Fonte: EDF Groupe – 30 giugno 2020

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