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LA “PRIMAVERA TORINESE”

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La rinascita di Torino è
ormai un fenomeno che ha assunto dimensioni internazionali, una riconversione
di successo che sta diventando un caso di studio.

Il 1° aprile 2015 ha
segnato per la capitale piemontese un importante traguardo culturale: il Museo
Egizio, presentato in una veste rinnovata e all’avanguardia, ha riaperto le porte al pubblico dopo il più grande restauro dalla sua apertura nel 1724.

Il Museo è il secondo al mondo per importanza, dopo quello de Il Cairo: come disse il famoso esperto in geroglifici egizi Jean-François Champollion «La strada per Menfi e Tebe passa
da Torino
». E’ costituito da un insieme straordinario di collezioni che si sono
sovrapposte nel tempo, alle quali si sono aggiunti i ritrovamenti effettuati a
seguito degli scavi condotti in Egitto dalla grande Missione Archeologica
Italiana tra il 1900 e il 1935.

La storica ristrutturazione
appena terminata dopo più di tre anni di lavoro, ha ampliato lo spazio espositivo, dando maggior visibilità alle
opere e prestando più attenzione alla scenografia: la superficie è addirittura
raddoppiata, inglobando anche l’ex Galleria Sabauda. 1080 giorni di lavoro, 6.500
oggetti esposti e 50 milioni di Euro investiti. Nel nuovo logo il simbolo dell’acqua
è in geroglifico. Torino ed il fiume Po come Il Cairo ed il fiume Nilo. 

La risalita dei quattro
piani del Museo infatti rievoca metaforicamente la risalita del fiume egiziano,
secondo l’idea di Dante Ferretti. Un viaggio nel tempo e figurativamente anche
nello spazio.

Gli espedienti
tecnologici, unici nel loro genere, ad esaltazione del passato, creano
ricostruzioni virtuali che sfruttano video 3D basati su fotografie d’epoca e
reperti di scavi archeologici che donano nuova vita alla tomba di Nefertari, di
Kha e alla cappella dei Maia. Tra le novità anche un sistema di traduttore
automatico dei geroglifici del Museo, che permette di svelare i significati
celati per secoli ed aumentare la sensazione di trovarsi all’epoca delle
Piramidi, attraverso l’uso dello smartphone. Il Museo Egizio dispone anche di applicazioni
tecnologiche per non udenti: un risultato frutto della collaborazione tra le
grandi Fondazioni Torinese Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, ministeri
competenti ed istituzioni locali.

Torino sta vivendo quella
che è ormai stata definita la “primavera culturale torinese”. Le innumerevoli offerte
in città comprendono musei di fama mondiale ed iniziative nobili e stimolanti
di ogni genere.

A conferma della nuova ed
attenta vocazione culturale della capitale sabauda, l’innovativo progetto “Nati
con la cultura”, dallo scorso mese di settembre ha introdotto il nuovo “Passaporto Culturale”.

L’idea fondante è che
l’arte possa trasformarsi in una risorsa di benessere, rigenerazione e
potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, a partire dai primi anni di
vita. La Fondazione Medicina a Misura di Donna e Palazzo Madama hanno ideato un
progetto che prevede che ad ogni bambino nato nel più grande ospedale
pediatrico piemontese, il Sant’Anna, al momento delle dimissioni dall’ospedale,
venga consegnato un Passaporto Culturale che dà accesso alle neo-famiglie per
visitare gratuitamente Palazzo Madama ed altri musei convenzionati entro i
primi 12 mesi di vita dei loro neonati. Il museo ha creato per questa finalità,
sale attrezzate per l’allattamento e per la cura dei bambini.

La Cultura entra in
questo modo a far parte della vita dei cittadini fin dall’infanzia: una buona
abitudine di oggi per un domani più consapevole.

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Fonte: Museo Egizio Torino

Redazione Volonwrite

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