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I RIFUGIATI TROVANO POSTO A CASA NOSTRA

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Come nella migliore delle tradizioni dell’accoglienza, 20 famiglie italiane hanno deciso di aprire la porta della loro casa per
ospitare un rifugiato. Un numero destinato a crescere, visto che altre 120 sono
in lista e 100 hanno dato la loro disponibilità. Si tratta di un’iniziativa
promossa da Refugees Welcome onlus per stimolare la partecipazione attiva dei
cittadini e coinvolgere anche municipalità, istituzioni ed enti del Terzo
settore.

La presidente Germana Lavagna commenta così il primo anno di
attività: “Ci siamo impegnati a trasformare un’idea semplice, aggiungere un posto a tavola, in un metodo strutturato e sicuro, in grado di espandersi e
crescere. Ogni singola storia delle 20 convivenze che hanno preso vita è una
storia di incontro, di reciproco riconoscimento e di condivisione”. È ora
al via la formazione dei team territoriali in tutta Italia per diffondere
l’esperienza e la metodologia di lavoro ideata, che mette in relazione
le famiglie, i rifugiati, le associazioni. Dopo il successo di Roma, Milano,
Bologna Refugees Welcome ha portato il progetto in molte altre città. Una
risposta concreta all’emergenza, lontana dai luoghi comuni, dalle provocazioni e
dal sensazionalismo.

Fabio, che ospita in casa Matthew, rifugiato nigeriano di 22
anni, orfano, disoccupato, senza una casa, alla domanda sul motivo della sua
scelta risponde: “Perché Matthew potrei essere io, o un mio figlio, o
chiunque di noi; perché fa bene ai miei figli respirare l’aria del mondo;
perché un piatto in più sul tavolo ha cambiato la sorte e la vita di una
persona (e questo me lo dice tutti i giorni, a volte in lacrime); perché se volgiamo che ci capitino cose belle, bisogna aprire le porte”.


Fonte: Refugees Welcome

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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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