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L’UMANITÀ E LA NATURA SI INCONTRANO E CRESCONO INSIEME

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Le piantagioni di tè nello Sri Lanka sono state momentaneamente abbandonate in questi giorni dai raccoglitori, impossibilitati a svolgere il loro lavoro a causa delle restrizioni imposte dal Covid19. Il tè tuttavia rimane la bevanda più diffusa al mondo e uno dei più duraturi e proficui rapporti di collaborazione tra uomo e natura.

La pianta del te (Camellia Sinensis) è originaria della Cina e il suo uso come bevanda medicinale risale alla cultura Hemudu, fiorente nella baia di Hangzhou, tra il 7000 e il 6000 a.C. Questa bevanda comincia ad assumere un valore religioso con la cultura taoista Cha Ching che creò “Il canone del tè” nell’ottavo secolo. I taoisti credevano che ogni momento della vita fosse degno di essere celebrato per trovare la bellezza in tutte le cose del mondo. Per questo crearono la cerimonia del tè, per dare uno spazio alla tranquillità e all’armonia che contraddistinguono la preparazione e il consumo del tè in compagnia di altre persone.

Questo ha permesso al tè di diventare il simbolo dell’accoglienza e famosissimo in tutte le culture del mondo, fino al punto di trasformarsi in un rito che ancora oggi accompagna le occasioni speciali e quelle quotidiane. La pianta del tè si è così diffusa in tutto il pianeta e ha raggiunto ogni continente, portando lavoro e benessere nelle terre in cui è coltivata e creando commerci e impiego per generazioni di raccoglitori e di commercianti che hanno favorito una proficua collaborazione tra uomo e natura che continua fino ai giorni nostri. 

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Fonte: Mezzopieno

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