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Dopo quattro anni di minimi estremi, l’Antartide fa registrare un segnale incoraggiante: il ghiaccio marino è tornato a crescere, avvicinandosi ai livelli medi stagionali e interrompendo una serie di record negativi.
Secondo i dati del National Snow and Ice Data Center, l’estensione minima del 2026 ha raggiunto 2,58 milioni di chilometri quadrati, un valore che rappresenta un recupero di 730.000 km² rispetto al minimo storico del 2023. Il livello di quest’anno è il sedicesimo più basso da quando sono iniziate le misurazioni satellitari nel 1979. Gli esperti sottolineano che si tratta di una rilevazione importante. Pur rimanendo leggermente al di sotto della media climatica di lungo periodo, il recupero del 2026 rappresenta un’inversione rispetto alla tendenza negativa degli ultimi anni. Secondo i ricercatori, questo rimbalzo potrebbe essere legato a una combinazione di fattori naturali e dinamiche atmosferiche favorevoli, tra cui venti più stabili e temperature superficiali dell’oceano leggermente inferiori rispetto alle stagioni precedenti.
Il dato più incoraggiante riguarda la distribuzione del ghiaccio: molte aree che negli ultimi anni avevano mostrato ritardi nella formazione dei ghiacci stagionali hanno registrato un’espansione più rapida e omogenea. In molte regioni, l’espansione del ghiaccio ha già favorito il ripristino di habitat cruciali per pinguini, foche e altre specie che dipendono dalla piattaforma ghiacciata. Gli scienziati invitano alla prudenza, ma riconoscono che il 2026 può rappresentare un anno di svolta. Non un ritorno alla normalità, ma un segnale che la resilienza dei sistemi polari è ancora presente.
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Articolo di: Redazione
Per approfondire le fonti originali: National Snow and Ice Data Center Università del Colorado Boulder
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