La buona notizia del giorno ■

In diverse città italiane sta diffondendosi la pratica di rimuovere asfalto e cemento da piazze, strade secondarie e cortili per restituire spazio al verde e alla permeabilità del suolo.
Si definisce depavimentazione ed ha l’obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita urbana. Questo intervento consente infatti di ridurre il calore nelle città, favorire l’assorbimento dell’acqua piovana e prevenire gli allagamenti. La minore presenza di materiali da costruzione, inoltre, restituisce spazi pubblici più vivibili, aree verdi, trasformando aree grigie in giardini, orti comunitari e luoghi di socialità.
Tra le prime città che hanno effettuato depavimentazioni di superfici pubbliche: Milano, Bologna, Torino e Padova. Gli interventi hanno coinvolto scuole e cortili, piazze di quartiere e vie storiche. La più recente è Genova che nel mese di maggio 2026 ha inserito la depavimentazione direttamente nelle regole urbanistiche comunali e riconoscendo il suolo e il verde come infrastrutture ecosistemiche.
Il fenomeno è sostenuto da fondi europei e nazionali per la transizione ecologica, ma anche da iniziative locali che puntano a città più vivibili e sostenibili.
Il depaving sta trasformando parcheggi e piazzali in luoghi dove la natura torna a respirare e le persone riscoprono piante e insetti. Un cambio di paradigma culturale, che mette al centro la natura e la comunità e la loro relazione. Con sempre più amministrazioni interessate, la tendenza sembra destinata a crescere, trasformando il paesaggio urbano italiano in chiave ecologica e sociale.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: Comune di Genova; Comune di Milano; Comune di Torino; Comune di Bologna; Comune di Padova; immagine di Gemini AI
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