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L’imprenditoria femminile in Italia raggiunge nel 2026 un primato storico, segnando il livello più alto mai registrato di imprese guidate da donne. Secondo gli ultimi dati, le aziende femminili superano per la prima volta il milione e mezzo di attività.
La crescita è trainata soprattutto dai settori innovativi e ad alto valore sociale, come i servizi educativi, di cura alla persona, della cultura, turismo sostenibile, agricoltura rigenerativa e nuove professioni digitali. In aumento anche le startup fondate da donne, che segnano un +12% rispetto al 2025, con una presenza crescente nei campi della tecnologia applicata al welfare, della salute digitale e dell’economia circolare.
Il primato riguarda anche la qualità dell’imprenditoria femminile: le imprese guidate da donne mostrano tassi di sopravvivenza più elevati nei primi tre anni di vita e una maggiore propensione alla collaborazione territoriale, alla responsabilità sociale e alla creazione di occupazione stabile.
La crescita delle imprese guidate da donne è maggiore al Sud Italia, dove sono di più in termini assoluti, mentre al Nord sono più strutturate e crescono più rapidamente. Questi dati sono il risultato di una crescente capacità delle donne di inserirsi ai vertici del sistema imprenditoriale, delle nuove misure nazionali e regionali dedicate alle imprenditrici, tra cui il Fondo Impresa Femminile, e degli incentivi per l’innovazione sociale e i programmi di accompagnamento alla leadership inclusiva avviati in Italia.
Le imprese femminili rappresentano circa il 23% del totale delle imprese italiane, contro una media UE è tra il 15% e il 20%, a seconda dei Paesi.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: Invitalia; Unioncamere
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