La buona notizia del giorno ■

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In Etiopia l’energia solare sta diventando la risorsa più preziosa per chi lavora la terra. I sistemi di irrigazione alimentati dal sole stanno permettendo a centinaia di agricoltori di tagliare i costi del carburante e resistere alla crisi climatica.
Fino a poco tempo fa, la maggior parte dei piccoli coltivatori dipendeva dalle piogge o da pompe a diesel e benzina, sempre più costose e difficili da rifornire. Oggi, grazie ai pannelli solari installati nelle regioni di Oromia e intorno ad Addis Abeba dall’organizzazione umanitaria no-profit Farm Africa con il sostegno dell’Agenzia svedese per lo sviluppo (Sida), l’acqua scorre senza interruzioni e senza emissioni. Questa tecnologia sostituisce i vecchi sistemi che costano molto e inquinano notevolmente.
Nella cooperativa di Akaki Kality, 25 agricoltori che coltivano ortaggi su 1,5 ettari hanno risparmiato oltre 1,24 milioni di birr etiopi (circa 19.000 euro) all’anno in carburante. A Godino Kebele, sei coltivatori hanno evitato l’uso di 1.344 litri di benzina per ciclo produttivo.
Oltre al risparmio economico, la tecnologia solare garantisce continuità produttiva anche durante le siccità, protegge dalle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili e riduce le emissioni di gas serra. “È una doppia vittoria: meno costi per gli agricoltori e un pianeta più sano per le generazioni future”, spiega Ayele Feleke, responsabile del programma Farm Africa.
Questa tecnologia, sostenuta da fondi internazionali e replicata in Kenya, Uganda e Tanzania, rappresenta una svolta per l’agricoltura africana. L’irrigazione solare non diventa solo un’innovazione tecnica ma un vero atto di resilienza.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: Farm Africa
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