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In Italia cresce una nuova figura di welfare di prossimità: la badante di condominio, un servizio condiviso che permette a più anziani dello stesso stabile di ricevere assistenza continuativa, personalizzata e a costi ridotti.
La novità, già attiva in diverse città, nasce per rispondere a un bisogno crescente: secondo l’Istat, oltre 3,8 milioni di anziani vivono soli, e più del 30% dichiara difficoltà nella gestione quotidiana.
Il modello prevede una professionista qualificata opera all’interno del condominio, che si occupa di garantire supporto leggero, assistenza, monitoraggio, piccole cure, accompagnamento e socializzazione. Milano è stata la prima città a sperimentarlo nel 2023, inserendolo nel Piano di Zona e nei progetti di welfare di prossimità. Torino ha seguito nel 2024 con i Condomini Solidali, mentre Bologna e Genova hanno attivato servizi analoghi tra il 2024 e il 2025 e nuove estensioni sono state attivate nel 2026.
La formula funziona: nei condomìni dove è attiva, le richieste di intervento urgente sono diminuite fino al 40%, e si registra un aumento della socialità tra vicini. Le famiglie risparmiano mediamente 30–50% rispetto all’assistenza individuale, mentre gli anziani beneficiano di una presenza costante e non invasiva.
In molti stabili la badante di condominio è diventata anche “custode sociale” e animatrice, organizzando momenti di comunità, favorendo l’incontro e la socializzazione e controllando le piccole vulnerabilità e segnalando tempestivamente situazioni di rischio. Il servizio sta attirando l’interesse di altri comuni italiani e potrebbe diventare un modello del welfare urbano del futuro, anche per persone con disabilità.
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Articolo di: Redazione
Per approfondire le fonti originali: Comune di Milano; Comune di Torino; Comune di Bologna; Diocesi di Pavia; Comune di Genova
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