La buona notizia del giorno ■

Con la conversione in legge del c.d. decreto Bollette, approvata dal Senato della Repubblica l’8 aprile, l’Italia compie un passo decisivo nel contrasto al telemarketing aggressivo nel settore energetico: i contratti di fornitura di luce e gas conclusi tramite chiamate telefoniche non autorizzate saranno infatti considerati nulli.
Il cuore della riforma è l’introduzione del comma 8-bis nell’articolo 51 del Codice del consumo, che — trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della legge — fa divieto alle aziende energetiche di effettuare sollecitazioni commerciali via telefono, incluso l’invio di messaggi, per proporre o concludere contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Le società energetiche potranno contattare il consumatore solo su esplicita richiesta di quest’ultimo, da utenze telefoniche chiaramente identificabili.
La norma, che non si limita a vietare la condotta, stabilisce la nullità assoluta dei contratti stipulati in violazione delle nuove disposizioni, indipendentemente da qualsiasi successiva ratifica da parte del consumatore. Non sarà più il consumatore a dover dimostrare di non aver prestato il proprio consenso ma il fornitore a dover provare di aver ricevuto una richiesta esplicita di contatto.
A presidio della nuova norma, viene rafforzato l’asse tra Garante della Privacy e AGCOM: i cittadini potranno segnalare le violazioni direttamente a queste autorità. Nei casi di chiamate effettuate con numeri non assegnati alle utilities — la pratica del cosiddetto spoofing — l’AGCOM può ordinare l’immediata sospensione delle linee telefoniche coinvolte.
Una riforma attesa da milioni di italiani, che punta a trasformare il mercato dell’energia da un “far west” di telefonate a un settore fondato su trasparenza e consenso consapevole.
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Articolo di: Diego Mariani
Per approfondire le fonti originali: Gazzetta Ufficiale
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