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Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e confermati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nel 2025 il tasso di abbandono precoce degli studi è sceso all’8,2%, il valore più basso mai registrato in Italia. Un traguardo che permette al nostro Paese di raggiungere con cinque anni di anticipo l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030.
Il miglioramento è particolarmente significativo se confrontato con il passato recente: nel 2020 la dispersione era al 14,2%, quasi il doppio dell’attuale. Negli ultimi cinque anni, l’Italia ha recuperato uno dei divari storici più critici del suo sistema educativo, superando anche Paesi tradizionalmente considerati più virtuosi, come Germania (12,9%) ed Estonia (11%), che negli ultimi anni hanno visto un peggioramento dei propri indicatori.
Le evidenze mostrano progressi diffusi in tutto il territorio nazionale, con risultati particolarmente positivi nelle regioni del Nord e del Centro. Per gli studenti con cittadinanza italiana il tasso scende addirittura al 6,7%, avvicinandosi ai livelli dei Paesi europei più avanzati come Portogallo (6,6%) e Paesi Bassi (7%).
Secondo gli analisti, il miglioramento è frutto di un insieme di interventi mirati: il potenziamento del tempo pieno, i programmi di prevenzione nelle aree più fragili, l’espansione dei percorsi di formazione professionale e l’attivazione di reti territoriali tra scuole, enti locali e terzo settore.
Il dato segna un cambio di passo importante: non solo meno abbandoni, ma una crescente capacità del sistema educativo di intercettare, accompagnare e sostenere gli studenti più vulnerabili.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: ISTAT; Ministero dell’Istruzione e del Merito; Rapporto Invalsi; foto di Max Fisher
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