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IL LAVORO MINORILE NEL MONDO AI MINIMI STORICI

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Il numero di bambini impegnati in attività lavorative e
spesso pericolose è ai minimi storici. Secondo la più recente relazione sul lavoro
minorile dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oggi ci sono nel mondo circa
98 milioni di bambini in meno costretti a lavorare rispetto al 2000. Questo si
traduce in milioni di bambini che frequentano la scuola e che sono meno esposti
ad attività pesanti, a materiali pericolosi come pesticidi e a macchinari industriali
e di conseguenza liberi dal traffico di manodopera minorile e dal mercato sessuale.

Nell’ultima rilevazione, 152 milioni di bambini sono stati utilizzati

in tutto il mondo

come lavoratori rispetto ai 250 milioni che si
contavano a cavallo del millennio. Dietro le quinte, dicono gli esperti,
ci sono gli sforzi internazionali per rendere effettivo l’insegnamento
obbligatorio universale, l’applicazione delle leggi internazionali sul lavoro e
i molti programmi indirizzati ad aumentare i redditi per le famiglie
povere. 

Un rapporto che analizza il trend del lavoro minorile mostra
che tra i 135 Paesi coperti dalle rilevazioni, il 61% ha ottenuto un
avanzamento “significativo” o “moderato”. Alcuni di questi
Paesi hanno adottato misure concrete per garantire il rispetto rigoroso delle
leggi sul lavoro. L’Albania ha aumentato il numero di ispezioni, l’Ecuador
ha incrementato il numero di ispettori del 67% e il Brasile ha lanciato 950
indagini sullo sfruttamento sessuale dei bambini a scopi commerciali. Il
Nicaragua ha fornito 3,9 milioni di libri di testo gratuiti. L’Egitto ha aumentato
la recezione scolastica per 36.000 studenti e garantito cibo gratuito a 13,3
milioni di studenti.


Fonte: International Labour Organization – 19 marzo 2018

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© MEZZOPIENO NEWS | TESTATA REG. TRIB. TORINO 19-24/07/2015
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