La buona notizia del giorno ■

Lachlan Campbell, veterinario australiano di 43 anni, è arrivato in Ucraina appena un mese dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala. Doveva solo portare cibo per animali al confine polacco-ucraino. Invece ha attraversato il confine e non si è più fermato.
Da allora è tornato quattro volte, prendendo congedi non retribuiti e lasciando lavoro e famiglia per circa un mese ogni volta. Ha curato gli animali dei profughi a Leopoli, poi si è spinto fino a Irpin e nelle regioni al fronte, collaborando con Nowzad, organizzazione benefica britannica nata per aiutare gli animali randagi in Afghanistan e oggi attiva anche in Ucraina, dove gestisce rifugi ed evacuazioni di animali dalle zone di conflitto.
A Kramatorsk ha salvato Baba, una cagnolina anziana, da una base militare colpita da un attacco di droni. In un’altra occasione ha stabilizzato un cane rimasto impigliato nel filo spinato, dissanguato ma vivo: oggi si sta riprendendo in una famiglia affidataria.
Campbell racconta che gli animali offrono agli ucraini sostegno e affetto incondizionati in un momento di perdite devastanti. E aggiunge una frase semplice, che riassume la sua scelta: “Le persone e gli animali che vivono qui non possono lasciare la guerra. Io posso tornare a casa. Il minimo che posso fare è stare al loro fianco e aiutare.”
Una storia di cura silenziosa, che nella guerra trova un piccolo spazio di umanità condivisa tra uomini e animali.
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Articolo di: Diego Mariani
Per approfondire le fonti originali: Nowzad ; immagine di Gemini AI
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