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La sopravvivenza al cancro in Europa raggiunge livelli mai toccati prima, mentre la mortalità scende ai minimi storici. Le nuove rilevazioni pubblicate su Annals of Oncology indicano che nel 2026 il tasso di mortalità oncologica nell’Unione Europea si attesterà su 114 decessi ogni 100.000 uomini e 74,7 ogni 100.000 donne, con una riduzione rispettivamente del 7,8% e del 5,9% rispetto al triennio 2020-2022.
Gli epidemiologi stimano che, grazie a questi miglioramenti, a confronto con il picco del 1988 siano stati evitati circa 7,3 milioni di morti nell’Unione e 1,5 milioni nel Regno Unito. Questi risultati si inseriscono in un percorso iniziato negli anni Settanta, quando meno della metà dei pazienti superava i cinque anni di vita dalla diagnosi. Oggi, nonostante l’invecchiamento della popolazione comporti un aumento dei casi assoluti, la combinazione di screening più capillari, diagnosi anticipate e terapie sempre più mirate porta la sopravvivenza europea ai suoi massimi storici.
Il miglioramento riguarda quasi tutte le neoplasie. Il cancro del polmone nelle donne, dopo oltre venticinque anni di crescita, mostra per la prima volta una stabilizzazione, fermandosi a 12,5 decessi ogni 100.000 e segnando un miglioramento del 5% rispetto al triennio precedente. Tra gli uomini, la mortalità polmonare continua a diminuire, pur restando quasi doppia rispetto a quella femminile, in linea con le diverse tendenze del tabagismo. Anche il colon-retto mostra un andamento favorevole nella maggior parte dei Paesi europei, mentre il pancreas, dopo anni di crescita, sembra aver raggiunto una fase di stabilità.
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Articolo di: Redazione
Per approfondire le fonti originali: Annals of oncology; Università di Parma ; Foto di Canva
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