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L’Ospedale di Montebelluna ha avviato per la prima volta in Veneto un percorso che consente ai pazienti oncologici di svolgere le sedute di chemioterapia in presenza del proprio animale d’affezione. L’iniziativa, promossa dall’Ulss 2 Marca Trevigiana, si inserisce in un piano più ampio di umanizzazione delle cure ospedaliere iniziato negli ultimi mesi.
La prima paziente coinvolta è stata Barbara Guerra, trevigiana operata in aprile per un tumore al pancreas al Ca’ Foncello di Treviso. Durante la degenza post-operatoria le era stato concesso di incontrare quotidianamente in reparto la sua labrador Joy, l’animale che secondo il racconto della donna aveva segnalato per primo la presenza del tumore, insistendo nel premere il muso sempre nello stesso punto del ventre. Da quell’esperienza è nato il passo successivo: la possibilità di avere il cane accanto anche durante il trattamento chemioterapico.
Il progetto – noto come “pet infusion” – prevede spazi, orari e personale dedicati, organizzati al di fuori della normale attività del Day Hospital Oncologico, per tutelare la sicurezza dei pazienti immunocompromessi. Secondo la direzione sanitaria dell’Ulss 2, il contatto con l’animale può contribuire a ridurre stress e ansia durante le terapie. “Per me essere qui con lei è una gioia”, racconta Barbara, “mi ritengo molto fortunata, perché in tutto il decorso della malattia sono stata assistita al meglio. Mancava Joy, ma ora è qui con me.”
L’azienda sanitaria conta ora di estendere l’iniziativa ad altri pazienti e sta valutando la creazione di una rete di supporto per gli animali che restano soli durante i ricoveri più lunghi.
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Articolo di: Diego Mariani
Per approfondire le fonti originali: ULSS2 Veneto ; immagine di Gemini AI
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