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L’Europa compie un passo decisivo verso l’eliminazione dei PFAS, le sostanze chimiche note come “inquinanti eterni” per la loro persistenza nell’ambiente e negli organismi viventi. Dal 12 gennaio 2026 sono entrate in vigore le nuove regole europee che impongono a tutti gli Stati membri un monitoraggio obbligatorio e armonizzato dei PFAS nell’acqua potabile. Per la prima volta, l’Unione introduce limiti comuni e un sistema di controllo coordinato, con l’obiettivo di ridurre drasticamente l’esposizione della popolazione e abolire alcune sostanze chimiche inquinanti. Secondo la Direzione Generale Ambiente, da questa data tutti gli Stati membri devono: monitorare in modo sistematico i PFAS nell’acqua potabile, rispettare nuovi limiti europei, comunicare alla Commissione eventuali superamenti.
Diversi Paesi stanno anticipando il percorso europeo con misure nazionali severe. La Francia, dal 1° gennaio 2026, ha vietato l’uso dei PFAS in cosmetici, tessili e scioline, diventando il primo Stato dell’UE a introdurre un divieto settoriale così ampio. La decisione è stata accolta come un modello per gli altri Paesi membri. Sul fronte regolatorio, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha confermato che entro la fine del 2026 concluderà la valutazione scientifica della proposta di restrizione su oltre 10.000 PFAS, aprendo la strada al più grande bando chimico mai adottato in Europa. La misura, se approvata, porterà a un’eliminazione progressiva delle sostanze in numerosi settori industriali. L’Europa si prepara così a diventare il primo continente a intraprendere un percorso strutturato verso la progressiva abolizione dei PFAS, con benefici per salute pubblica, ecosistemi e qualità delle acque.
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Articolo di: Luca Streri
Per approfondire le fonti originali: Commissione europea
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